Elezioni regionali. Bonaccini vince in Emilia Romagna. Crolla il M5s

Il presidente uscente Stefano Bonaccini viene riconfermato alla guida dell’Emilia Romagna. A scrutinio ormai ultimato, come riporta il sito Ansa.it, Bonaccini (centrosinistra) ottiene il 51,40 per cento dei consensi contro il 43,66 della principale sfidante Lucia Borgonzoni del centrodestra. Quest’ultima coalizione è stata guidata dal segretario della Lega Matteo Salvini sceso in campo in primissima persona durante tutta la camapagna elttorale.

In Calabria Jole Santelli (centrodestra) travolge gli avversari con il 55,38 per cento dei voti. Al secondo posto si piazza Pippo Callipo (centrosinistra) con il 30,21 per cento dei consensi. In entrambe le consultazione subisce una sconfitta senza precedenti, ma non inattesa, il Movimento 5 stelle che con Simone Benini in Emilia Romagna raccoglie il 3,47 per cento e con Francesco Aiello in Calabria il 7,29 per cento. Da segnalare il dato di affluenza alle urne: dal 37,76 per cento del 2014 in Emilia Romagna, questa volta si è arrivati al 67,67 epr cento, quasi un raddoppio dei votanti. Stabile l’affluenza alle urne in Calabria, attorno al 44 per cento.

La valenza nazionale data al voto, in particolare da Matteo Salvini che ha guidato la coalizione di centrodestra in particolare in Emilia Romagna, considerato dal leader leghista un vero e proprio test pro o contro il governo, ho mosso gli elettori verso i seggi, come forse pochi si potevano attendere. Molti analisti, nei primi commenti, assegnano non poca importanza al movimento delle sardine che potrebbe avere avuto il merito di riportare il dibattito politico su toni meno accesi e più ragionati.

Solo nei prossimi giorni si potranno comprendere meglio i flussi e si potranno fornire analisi più precise su un voto locale, in particolare quello nella nostra regione, che ha e ha avuto un grande rilievo nazionale.

A Cesena i risultati sono stati questi: Bonaccini (centrosinistra) ha ottenuto il 54,64 per cento dei voti; la Borgonzoni (centrodestra) il 39,36; Benini (M5s) il 4,04. Più distanziati tutti gli altri candidati Collot (Potere al popolo), Bergamini (partito comunista), Battaglia (Vaccini vogliamo verità) e Lugli (L’altra Romagna) che non raggiungono l’uno per cento dei suffragi.